Tradizioni

Arteinfesta: la festa degli artisti che ha cambiato l’estate del paese

Nata nel 2017 dall'associazione LiberArti, Arteinfesta è la manifestazione che ha portato a Torino di Sangro decine di artisti, migliaia di visitatori e un nuovo modo di pensare la cultura: "tradizionalmente innovativi".

Foto: Virtù Quotidiane

C’è un’estate, a Torino di Sangro, in cui si è capito che la cultura poteva essere una cosa diversa. Era il 2017, e in piazza si erano radunati oltre sessanta artisti, duecento opere esposte, duemila visitatori. Si chiamava — e si chiama ancora — Arteinfesta, ed era la prima manifestazione di un’associazione nata da poco: LiberArti.

Concerto Musica Maestro a Torino di Sangro con Donato Renzetti e l'Orchestra Filarmonica Gioachino Rossini
Il concerto "Musica Maestro" del 19 agosto 2019 a Torino di Sangro, organizzato da LiberArti con Donato Renzetti e l'Orchestra Filarmonica Gioachino Rossini. Foto: Virtù Quotidiane.

Una promessa nel nome

Il nome LiberArti tiene insieme due parole: liberare e arte. Il riferimento è esplicito — l’associazione si propone di “liberare il talento” degli artisti, soprattutto dei giovani, dando loro un canale per esprimersi e farsi vedere. Il motto coniato dalla presidente Carmela Caravaggio riassume questa tensione in una formula breve: “tradizionalmente innovativi”. Da una parte la radice del paese, dei suoi riti, della sua eleganza popolare; dall’altra l’apertura al contemporaneo, al digitale, alle nuove generazioni.

L’associazione nasce circa nel 2017 e si dà subito un obiettivo ambizioso: promuovere arte e artisti senza chiudersi in un format già scritto, ma reinventando ogni anno la formula. Da qui nasce Arteinfesta, il suo evento più riconoscibile.

I numeri di un’idea che ha funzionato

La prima edizione del 2017 sorprende tutti:

  • Oltre 60 artisti partecipanti, provenienti da tutta la regione e fuori
  • 200 opere esposte — pittura, scultura, fotografia, installazioni
  • 2.000 visitatori in pochi giorni di evento

L’edizione 2018 raddoppia: più di 100 artisti aderiscono. Il messaggio è arrivato: un piccolo comune della Costa dei Trabocchi può ospitare arte contemporanea con la stessa dignità di una città grande, mantenendo però il calore della piazza di paese — dove chi visita parla con chi espone, beve un calice di vino con l’artista, torna a casa con un pezzo del territorio nelle mani.

«Vogliamo promuovere l’arte e gli artisti, fornendo loro un canale per il loro talento. Vogliamo farlo in modo moderno e innovativo, preservando l’eleganza e le regole della tradizione.» — Carmela Caravaggio, presidente LiberArti

Oltre la mostra: musica, libri, dialoghi

LiberArti non si è fermata ad Arteinfesta. Negli anni successivi l’associazione ha portato a Torino di Sangro concerti, presentazioni di libri e dialoghi con autori, ampliando la sua proposta culturale ben oltre il format della mostra collettiva.

Il momento più alto di questa apertura arriva il 19 agosto 2019, con “Musica Maestro”: un concerto di musica classica con il Maestro Donato Renzetti — direttore d’orchestra di fama internazionale, nato proprio a Torino di Sangro — alla guida dell’Orchestra Filarmonica “Gioachino Rossini” di Pesaro, oltre cinquanta musicisti riuniti per una sera nel paese di origine del Maestro. Un episodio raro: un grande direttore che torna nella sua piazza, gratuitamente, per la comunità.

Perché conta, per il paese

Manifestazioni come Arteinfesta non si misurano solo coi numeri. Quello che hanno spostato a Torino di Sangro è una percezione: che il paese non sia solo balneare e gastronomico, ma anche culturale. Che oltre alla spiaggia, ai trabocchi e al brodetto, ci sia un’eredità di artigianato visivo, di musica colta, di scrittura, che merita di emergere. Per chi vive il paese tutto l’anno è una boccata d’aria — l’idea che il proprio paese conti, nell’immaginario regionale e oltre.

Per chi viene da fuori è un invito a non fermarsi alla cartolina: a chiedere alla gente del posto quando e dove si tiene il prossimo evento di LiberArti, e a fermarsi un giorno in più per partecipare.

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