Tradizioni

Lu Sand Andunje: la notte in cui il diavolo ritorna in paese

Ogni 17 gennaio una sfilata di maschere artigianali attraversa Torino di Sangro: Sant'Antonio, il diavolo rosso, le figure femminili. Un teatro povero che resiste senza palco né luminarie.

Ogni 17 gennaio, quando l’inverno abruzzese morde più forte, il largo in Via Croce di Mare si riempie di una folla che sembra uscita da un’altra epoca. Alle cinque del pomeriggio parte la sfilata di “Lu Sand Andunje”, la rievocazione popolare di Sant’Antonio Abate che il Comune di Torino di Sangro porta avanti insieme alla Pro Loco. È una di quelle tradizioni che a guardarle bene non si capisce mai dove finisce il sacro e dove comincia la festa di paese — ed è esattamente questo il punto.

Lu Sand Andunje a Torino di Sangro
Manifesto dell’edizione 2026 di Lu Sand Andunje a Torino di Sangro, organizzata da Comune e Pro Loco. Fonte: VastoWeb / Pro Loco Torino di Sangro.

Prima di tutto, un canto

“Lu Sand Andunje” è prima di tutto un canto. Lo si sente cantare in tutto l’Abruzzo agro-pastorale alla vigilia del 17 gennaio, festa del santo egiziano che la tradizione contadina ha eletto a protettore degli animali domestici, degli stalloni, dei maiali, dei contadini stessi. È il canto della questua: gruppi di musicisti e cantori che per cinque o sei giorni vanno di casolare in casolare a raccogliere salsicce, formaggi, uova, polli, ricambiando con benedizioni propiziatorie.

A Torino di Sangro questa eredità contadina è stata trasposta in una sfilata urbana che attraversa il paese, con la stessa funzione: portare allegria, tradizione, e — implicitamente — quella riconnessione comunitaria che le società rurali sapevano fare meglio delle nostre. Non si va a chiedere salsicce di casolare in casolare, oggi: si fa il giro del centro, si canta, si fa un po’ di scena, si finisce a tavola.

Le tentazioni del Santo

Il cuore della rappresentazione non è il canto. È la sacra rappresentazione delle tentazioni di Sant’Antonio: una piccola pantomima popolare in cui un uomo travestito da Santo (saio scuro, barba bianca, bastone a forma di tau) viene tormentato da un diavolo vestito di rosso, con le corna, e tentato da figure femminili in costume tradizionale o vestite da angeli.

Le compagnie improvvisano testi spesso burleschi, con varianti dialettali tramandate oralmente. È un teatro povero, fatto di maschere artigianali e voci, ma con una potenza simbolica che ha attraversato i secoli: la vittoria della luce sul buio, dell’ostinazione spirituale sulla tentazione, della comunità sul gelo dell’inverno.

«Sant’Antonio Abate / massaro innamorato / del porcellino e del fuoco / portaci primavera un poco.» — strofa popolare abruzzese raccolta da Gennaro Finamore (1890).

Una grafia che ogni paese rivendica

In dialetto torinese il santo diventa “Sand Andunje”. La grafia non è mai stata standardizzata e dipende da chi ne scrive: ogni paese rivendica la propria. Le varianti dialettali abruzzesi più diffuse — tutte versioni dello stesso nome — sono:

  • Lu Sand Andunje — Torino di Sangro (forma usata dal Comune)
  • Lu Sand’Andonje — Cermignano (TE), Ortona (CH)
  • Lu Sand’Andunie / Lu Sant’Antuòne — area Sangro
  • Sant’Antonie a lu deserte — voce di riferimento generale del rito abruzzese

A Torino di Sangro il Comune ha scelto “Lu Sand Andunje” — staccato, senza apostrofo — e così resta.

Una tradizione che resiste senza palco

A differenza di altri comuni abruzzesi, a Torino di Sangro la tradizione non sembra prevedere un grande falò serale della vigilia (il classico “fuoco di Sant’Antonio” — vedi la storia sui fuochi di Sant’Antonio per il contesto regionale). Qui la festa è soprattutto sfilata e canto: si parte dal largo in Via Croce di Mare, si attraversano le vie del paese, ci si ferma a ogni piazza per qualche strofa o qualche scenetta, e — come da copione antichissimo — si finisce a tavola, perché nessuna tradizione abruzzese che si rispetti termina senza un piatto e un bicchiere.

C’è qualcosa di stoico e di gioioso insieme, in questo rito. In un’epoca in cui le sagre rischiano di diventare format ripetitivi, Lu Sand Andunje resiste perché non ha bisogno di palco, di luminarie, di logistica turistica: gli basta un gruppo di persone disposte a vestirsi, cantare, attraversare il paese al freddo. Il resto lo fa la memoria del paese.

Per chi vuole vederlo

  • Quando: 17 gennaio, ore 17:00.
  • Dove: partenza dal largo in Via Croce di Mare, sfilata per le vie del centro storico.
  • Cosa portare: vestiti pesanti, una sciarpa, scarpe comode (si cammina).
  • Ingresso: libero.
  • Organizzano: Comune di Torino di Sangro + Pro Loco Torino di Sangro APS.

Fonti e approfondimenti

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