Erich Gargerle è una di quelle figure che si incontrano per caso e che restano. Nato nel 1936 a Nikolsburg (oggi Mikulov, Repubblica Ceca, allora comunità tedesca di Cecoslovacchia), trasferitosi a Vienna dopo la guerra, fu violinista e pittore legato alla scuola viennese del Realismo Fantastico — la corrente pittorica che dagli anni Cinquanta ha contaminato l’arte austriaca con elementi surrealisti, simbolisti, alchemici. Dagli anni Settanta aveva scelto Torino di Sangro come seconda casa, alternando la vita a Monaco di Baviera con lunghi soggiorni sulla Costa dei Trabocchi.
Due vite parallele: il violino e il pennello
Gargerle ha vissuto la rara condizione di chi conduce due carriere artistiche simultaneamente, entrambe ad alto livello. Studia violino all’Accademia Musicale di Vienna, e parallelamente musicologia e storia dell’arte all’Università di Vienna. La formazione pittorica avviene sotto la guida del Prof. Walter Heller, esperto delle tecniche degli antichi maestri, e culmina nello studio con Hans Soyka, surrealista viennese di cui Gargerle è considerato l’ultimo allievo diretto.
38 anni al Bayerisches Staatsorchester
Dal 1963 al 2001 — trentotto anni — Gargerle è violinista del Bayerisches Staatsorchester, l’orchestra dell’Opera di Stato della Baviera a Monaco, una delle istituzioni musicali più prestigiose d’Europa. Sotto le bacchette di alcuni dei più grandi direttori del Novecento, suona nell’orchestra che accompagna le produzioni operistiche del Nationaltheater. Si congeda alla pensione nel 2001, ma continua a coltivare la musica anche dopo, in formazioni cameristiche.
Il Realismo Fantastico
Parallelamente, dalla fine degli anni Sessanta Gargerle si afferma anche come pittore. La sua opera si inserisce nel solco della Wiener Schule des Phantastischen Realismus (Scuola viennese del Realismo Fantastico) — la corrente fondata negli anni Quaranta-Cinquanta da Albert Paris Gütersloh con Ernst Fuchs, Erich Brauer, Anton Lehmden, Wolfgang Hutter e Rudolf Hausner. È una pittura figurativa eseguita con tecniche antiche (tempera all’uovo, velature a olio sui fondi a tempera) ma con soggetti onirici, fantastici, simbolici. Mostre documentate in Germania e Italia dal 1970; antologica dei cinquant’anni di lavoro nel 2016 a Monaco.
L’Abruzzo come seconda casa
Le sue biografie tedesche (Abendzeitung München, Wochenanzeiger Laim) documentano il doppio legame con Monaco e l’Abruzzo. Zonalocale, nel 2021, ha ricostruito il rapporto con Torino di Sangro dopo la sua scomparsa, ricordando come dalla fine degli anni Settanta il paese fosse diventato per lui una casa d’adozione affettiva: lontana dai circuiti dell’arte ufficiale, dove la luce mediterranea incontra la profondità del cielo abruzzese.
Della sua presenza a Torino di Sangro restano due dipinti permanenti sul retro della Chiesa di San Felice — opere donate al complesso monumentale che ancora oggi i visitatori possono ammirare facendo il giro completo dell’edificio. Sono i segni più tangibili di un legame quarantennale fra l’artista austriaco e il paese abruzzese.
Riconoscimenti e presenza pubblica
- 1963-2001 — Violinista del Bayerisches Staatsorchester (38 anni)
- 1970 — Prime mostre come pittore in Germania e Italia
- 2013, 2016 — Mostre antologiche a Monaco (Interim Laim, Wochenanzeiger Monaco) tra cui retrospettiva “I quadri degli ultimi 50 anni”
- 2021 — Scomparsa a Monaco; Torino di Sangro lo ricorda come cittadino onorario e amico della comunità
- Quotato sul database internazionale dell’arte Artprice
- Due opere permanenti sul retro della Chiesa di San Felice a Torino di Sangro
Fonti
- Zonalocale (2021) — Torino di Sangro ricorda Erich Gargerle
- Abendzeitung München — biografia di Erich Gargerle
- Wochenanzeiger Monaco (2016) — retrospettiva 50 anni
- Wochenanzeiger Laim (2013) — mostra a Monaco
- Artprice — scheda di mercato di Erich Gargerle
- Zonalocale (7 settembre 2014) — “Torino di Sangro, dai colli al mare tra personaggi e tradizioni” (Gargerle citato tra i personaggi del paese)
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