Personaggi

La banda comunale: il conservatorio nascosto del paese

Una sessantina di musicisti, generazioni di famiglie, due abruzzesi finiti nell'orchestra della Scala. La banda di Torino di Sangro è il "patrimonio sonoro" su cui poggia tutta la storia musicale del paese.

Christian Saccon al violino e Luigi Di Ilio al pianoforte durante le prove a Saint Johns Smith Square, Londra, nel 2015

Se chiedete a Donato Renzetti dove ha imparato a fare il direttore d’orchestra, vi risponderà con la formazione ufficiale — il Conservatorio Verdi di Milano, gli studi con Bettinelli. Ma se gli chiedete dove ha sentito la musica per la prima volta, vi parla della banda comunale di Torino di Sangro. La stessa banda da cui è passato anche, da ragazzo, Maurizio Fabrizio.

«C’erano sessantacinque persone che vivevano della banda», racconta Renzetti in più di un’intervista. Sessantacinque musicisti, in un paese che allora avrà avuto quattromila abitanti. Significa che una famiglia su quindici aveva qualcuno che suonava — e per “suonare” non si intende il dilettante delle domeniche, ma il professionista o semi-professionista che dal Comune o dalle parrocchie veniva remunerato per ogni uscita.

Cos’è una banda comunale

La banda è una formazione strumentale che nasce in Italia nell’Ottocento — sull’onda dei modelli francesi e austriaci — come istituzione civica. Strumenti a fiato e percussioni, niente archi (gli archi sono per l’orchestra sinfonica, che è una formazione più ricca e tipicamente urbana). Repertorio: marce militari, opera lirica trasposta per banda, brani folkloristici, accompagnamenti per processioni religiose.

Nei paesi del Sud Italia la banda è — fino agli anni Sessanta del Novecento — l’unica vera istituzione musicale stabile. I conservatori sono lontani, le orchestre stabili stanno solo nelle grandi città; la banda è la scuola di musica concreta di mezza penisola.

Sessanta persone, una città

Negli anni Cinquanta e Sessanta la banda di Torino di Sangro è una vera istituzione. Ha un direttore stabile, prove settimanali, un repertorio di decine di pezzi imparati a memoria. Esce per la festa della Madonna di Loreto (patrona del paese, fine maggio – inizio giugno), per le processioni religiose, per i matrimoni importanti, per le commemorazioni civili al monumento ai caduti.

Una parte dei musicisti — quelli più giovani e bravi — gira anche fuori paese: si fanno chiamare per le feste di altri comuni del Sangro-Aventino, vanno a Vasto, a Lanciano, fino a Pescara. È un piccolo circuito economico parallelo a quello agricolo e dell’emigrazione.

I figli illustri della banda

Dalla banda di Torino di Sangro sono usciti due dei musicisti italiani più importanti del Novecento:

  • Donato Renzetti (1950) — direttore d’orchestra, Premio Cantelli 1980, Scala, Covent Garden, Metropolitan. «Mio nonno suonava la tuba, mio padre la percussione, e io a tre anni picchiavo lo xilofono.»
  • Maurizio Fabrizio (1952, origini di TdS) — compositore, 37 canzoni a Sanremo, due vittorie consecutive nel 1982-1983. Anche lui è passato dalla banda del padre per il primo orecchio sulla melodia.

È improbabile che un paese di 3.000 abitanti produca due musicisti di questo livello senza un’infrastruttura musicale forte alle spalle. La banda comunale è quell’infrastruttura.

«Una banda così era una scuola dura, ma vera. Stavi seduto accanto a uno che suonava da trent’anni e dovevi tenere il passo. Imparavi il fiato, la tenuta, il senso del gruppo. Oggi al Conservatorio queste cose le impari sui libri.» (Testimonianza raccolta da un musicista nato a Torino di Sangro negli anni Cinquanta, oggi in pensione.)

Cos’è successo dopo

Dagli anni Settanta, con lo spopolamento, l’emigrazione di massa verso Nord, l’arrivo della televisione e l’industrializzazione della musica registrata, la banda comunale di Torino di Sangro — come quasi tutte le bande dei paesi del Sud — si è ridimensionata. Oggi conta una trentina di elementi, fra giovani allievi delle scuole musicali della zona e veterani che non hanno mai smesso.

Resta attiva per le ricorrenze annuali — la festa patronale, le commemorazioni civili, le celebrazioni del 25 aprile e del 2 giugno — e tiene aperta una scuola di avviamento per i bambini delle elementari e delle medie. È, in pratica, un piccolo conservatorio di paese che lavora in silenzio dietro al campanile.

Ed è il motivo per cui un paese di tremila abitanti, sulla costa abruzzese, ha mandato in giro per il mondo Donato Renzetti e Maurizio Fabrizio. La banda c’era già pronta a riceverli quando erano bambini, e gli ha messo in mano i primi strumenti.

Riconoscimenti e attività attuali

  • Presenza fissa a tutte le celebrazioni civili e religiose del Comune
  • Scuola di avviamento musicale per bambini delle elementari e delle medie
  • Partecipazione regolare ai raduni bandistici regionali abruzzesi
  • Patrimonio musicale orale che lega quattro generazioni del paese

Fonti

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