A Madrid lo conoscevano semplicemente come Torrebruno, una parola sola, pronunciata con l’accento spagnolo che fa rimbalzare la “r”. Un’intera generazione di bambini spagnoli è cresciuta guardandolo in televisione fra gli anni Settanta e Ottanta, accanto ai mitici clown Gaby, Fofó y Miliki, nei pomeriggi della TVE. Pochi di loro sapevano che quell’uomo allegro veniva da un paese di poche migliaia di anime sulla costa adriatica abruzzese.
Rocco Walter Torrebruno Orgini nasce a Torino di Sangro il 28 agosto 1936. La famiglia è di Torino di Sangro da sempre — Orgini è uno dei cognomi storici del paese. Negli anni del dopoguerra, come migliaia di ragazzi dell’Abruzzo costiero, lascia il paese: studia, fa il concorso, diventa impiegato di banca a Roma.
Una crociera, e tutto cambia
L’aneddoto che racconta la svolta è di quelli che oggi sembrano da romanzo. Su una crociera nel Mediterraneo, Torrebruno canta per gli ospiti e impressiona il comandante della nave, che gli combina un’audizione in un night club di Casablanca. Da lì viene scoperto da un talent scout francese, che lo porta a Parigi: nel 1956 Torrebruno è sul palco del Moulin Rouge, una delle vetrine più ambite dello spettacolo europeo dell’epoca.
Quando torna in Italia, nel 1957, la RAI lo scrittura come presentatore di un programma musicale. La televisione italiana è giovanissima — sono solo tre anni che esiste — e ci vogliono volti freschi.
Le due volte a Sanremo
Torrebruno partecipa due volte al Festival di Sanremo, dove canta in coppia con interpreti diversi. Nel 1962 affianca Gino Bramieri nel brano “Pesca tu che pesco anch’io”. Sono apparizioni che lo radicano nel panorama della canzone italiana di quegli anni — tutta giocata su brani leggeri, ritornelli rotondi, atmosfere di balera.
Il passaggio a Madrid
Negli anni Sessanta i cantanti italiani spopolano in Spagna: Domenico Modugno, Mina, Adriano Celentano riempiono le radio iberiche. Torrebruno intuisce l’opportunità: si trasferisce a Madrid e firma un contratto con Televisión Española. Inizia collaborando a programmi di varietà come Noche del sábado e Gran Parada, poi trova la sua dimensione.
La trova nei programmi per bambini. La TVE, in quegli anni, sta costruendo un palinsesto pomeridiano pensato per la nuova generazione di telespettatori — i figli del boom economico spagnolo. Cerca volti caldi, italiani, con quella simpatía mediterránea che funziona benissimo sui piccoli. Torrebruno è perfetto: il fisico bonario, la voce calda, l’accento italiano addolcito ma riconoscibile, una capacità naturale di stare con i bambini senza fingere.
Per oltre due decenni — dal 1970 fino quasi alla sua scomparsa — la TVE non manda in onda quasi nessun programma per ragazzi senza Torrebruno. Diventa parte dell’immaginario domestico spagnolo, accanto ai clown Gaby, Fofó e Miliki.
Programmi TV e dischi
L’elenco dei programmi della TVE in cui è stato fisso o ospite ricorrente è lungo:
- La Guagua — show pomeridiano per bambini
- El Recreo — variety per famiglie
- 003 y Medio — comedy show parodia di James Bond
- La Locomotora — programma di intrattenimento
- Dabadabadá — show musicale
- Hoy también es fiesta, Hola chicos, Sabadabada
- Noche del sábado, Gran Parada (varietà serali per adulti)
Pubblica oltre 30 dischi fra Italia e Spagna — singoli, EP, album dedicati al pubblico infantile e di costume. Negli archivi di RTVE e dell’Ufficio di Conservazione di Madrid sono ancora oggi consultabili decine di ore di sue apparizioni.
Premi e riconoscimenti
- Disco d’Oro al Festival della Canzone del Mediterraneo
- Due partecipazioni al Festival di Sanremo come interprete
- Per oltre vent’anni in onda regolarmente sulla TVE, presenza fissa nei palinsesti per ragazzi della prima rete pubblica spagnola
Il filo con il paese
Torrebruno non rinnega mai Torino di Sangro. Torna a trovare la famiglia quando può; partecipa, quando glielo chiedono, ai gemellaggi e alle iniziative culturali italo-spagnole organizzate dal Comune. I suoi dischi conservano sempre un orecchio per il Mediterraneo: canzoni leggere, ritornelli rotondi, qualcosa di adriatico nella malinconia.
Gli ultimi anni
Muore a Madrid il 12 giugno 1998, dopo un ricovero alla Clínica de Nuestra Señora de América per un aggravamento del cuore. Aveva 61 anni. I giornali spagnoli gli dedicano lunghi necrologi: l’ABC e El País ricordano «il torinese venuto dal mare» — confondendo, come spesso accadeva all’estero, Torino di Sangro con il capoluogo piemontese.
A Torino di Sangro, dove un cugino conserva ancora una scatola di lettere e fotografie, il paese lo ricorda come “Roccuccio”. È il suo nome dell’infanzia, prima che diventasse Torrebruno per il mondo.
Fonti
- Wikipedia · Rocco Torrebruno
- Wikipedia (es) · Torrebruno
- El Café de la Historia · Torrebruno, vida y biografía
- IMDb · Torrebruno (filmografia + programmi TV)
- Find a Grave · Memoriale
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